Chet 2 (secondo ciclo scrittura ebraica)

Chet 2 (secondo ciclo scrittura ebraica)

 

Su questa terra tremante ho appoggiato il mio peso scalzo

al netto delle separazioni, le scuciture senza fili, i volti nascosti

dalla luce delle parole vere. La solitudine di cui si parla è un’altra,

è abbandono, condanna, chiudere il peccato dentro casa, perché

la metà giusta sarebbe dovuta restare quella. L’asfissia è diventata modo

sbagliato di trattenere il fiato. Non lo voglio il perdono, rivoglio il tempo

sprecato e il sonno strappato, rivoglio indietro la parte taciuta, tutto

quello che mi avete tolto, soltanto per ignoranza, per mancanza

del sen­ti­re. Vivere allo scoperto oggi significa sempre restare fuori,

perché non c’è approvazione e allora, tutte queste stagioni

fuori dai mesi, le ho contate in sfumature controluce.

Dalla stessa finestra adesso, il ciliegio è più grande, senza innesto

è cresciuto lo stesso. Sulla ferita sono nati rami nuovi che

ad ogni primavera provano a rifiorire ancora.

E ancora.

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#alfabetoebraico2

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#dissociazioneelementare

~l’appuntamento 📖

Per questa prima domenica di dicembre, Diana (che ringrazio), ha deciso di accogliervi con delle poesie sparse in bottega.

L’ospite sarò io, che vi farò compagnia con un sorriso e le mie strampalate poesie sparse in ogni angolo di questo splendido e magico luogo! @santo_legno_la_poupee_ceramic

Quindi, ricapitolando, domenica 04 dicembre venite a trovarci in mezzo a tutte queste cose bellissime e un po’ magiche. 💛🌟

Pomeriggio 17-20
Via Buozzi 55/57
Civitanova Marche (Mc)

Vav (secondo ciclo scrittura ebraica)

Vav 2

(secondo ciclo scrittura ebraica/un anno dopo)
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L’avevo chiusa, la pancia pensavo. Invece, questo ventre rimasto aperto è diventato colpa
da sigillare, per forza, con la chirurgia. Aspetto ancora una redenzione che arriverà tardi, lo so
nel momento in cui avrò smesso di contare perché dalla parte giusta sarà caduto ogni sguardo.
Lascio il segno incompiuto così come rimarremo noi, incompleti e non benedetti, mai perdonati
Maledetti. Troverò il disegno giusto, l’inchiostro scuro dal tratto sottile, un filo spinato che tu non vedi,
la misura di una distanza che non hai mai saputo calcolare. Ecco allora che riscrivo gli anni
sulle stesse lettere, le coniugazioni a testa in giù, tutti i segni della punteggiatura come aghi
rimasti sulla pelle. Sulle mani no, soltanto ferite da tagli vivi, loro sanno tutto restando in perpendicolare.
Io, sradicata ma in equilibrio su questa terra graffiata dal silenzio delle iene, cerco di tenermi pronta
sempre in partenza, da dove non tornerò, da dove fuggitiva credevo di trovare una tregua, di me, da me.
Adesso, gli alberi hanno fatto cadere foglie e noci, c’è un riordino del tempo, dei posti, dei crocefissi appesi
Nel vuoto cavo ho messo i crisantemi, sul tavolo una rosa rossa. Il sale grosso sparso sul viale.

#Alfabetoebraico2
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